XXVII Tournoi PACE' (FR) - A.S.D. GERARDIANA BASKET MONZA

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XXVII Tournoi PACE' (FR)

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INTERNATIONAL BASKET BALL BENJAMIN

26 et 27 MARZO 2011

UNDER13 2011 ('98)



Sabato 26 e Domenica 27 Marzo la  Gerardiana Basket parteciperà, come ormai avviene da moltissimi anni al 27° Torneo Internazionale di Pace’ in Francia riservato ai ragazzi Under13 ('98). Parteciperanno squadre provenienti da Belgio, Spagna, Italia, Grecia, Giordania, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Ucraina e ovviamente Francia. I nostri campioni, sotto la direzione dell'head coach Luigi Baghetti saranno seguiti da Grimoldi Claudio e Lorenzo Biassoni, infatti in via del tutto eccezionale, il comitato organizzatore ha accettato ben 3 nostre rappresentative dando la possibilità a tutti di vivere uno degli appuntamenti più belli ed emozionanti dell'esperienza cestistica della Gerardiana Basket. A tutti i partecipanti un grosso in bocca al lupo e l'augurio di vivere come nelle precedenti edizioni un'esperienza indimenticabile.
 
Link Ufficiale: http://www.europace.fr/tournoi.htm
Le squadre iscritte: http://www.europace.fr/animation.htm
Le nostre foto del Torneo: Clicca Qui!!


Pacè (FR) - 26/03/2011. Per la Gerardiana, questa edizione del torneo non passerà sicuramente alla storia per i risultati sportivi conseguiti. Vittorie: solo un piccolo assaggio;  Di sfortuna: una scorpacciata, .... come quelle di ostriche a cui Gigi è abituato ....

Ma lo spettacolo di vedere ben 30 ragazzini in tuta bianco-rosso-blu brulicare tra le quattro palestre di questo splendido impianto sportivo .....   Monza ne avresti da imparare !!!  .... è irripetibile. Sapere di essere riusciti a portarli tutti, per far vivere loro questa bella esperienza,  è già una ricompensa sufficiente per bilanciare la delusione di qualche sconfitta un pò dura da digerire.

Il torneo e organizzato alla perfezione, il clima che si respira è fantastico. I nostri ragazzi hanno dato tutto quello che avevano, forse anche di più, con impegno ed entusiasmo e di questo i nostri tre coach - Claudio, Lorenzo e Gigi  - devono essere fieri.

Verso sera qualche lacrima di rabbia e di stanchezza, per vittorie che sembravano lì ad un passo, ma sono sfumate per un niente. .... pazienza.

Abbiamo giocato sprazzi di buon basket, soprattutto contro le avversarie più forti dove il risultato era chiuso, senza intimorirci davanti allo strapotere di alcune di loro. Poi ci siamo persi sul più bello nelle partite alla nostra portata.

Ma domani i nostri sicuramente rimetteranno in campo la stessa grinta e voglia di giocare.

Non sono da meno il nutrito gruppo di genitori al seguito , che "migrano" come forsennati da una palestra all'altra per sostenere il più possibile le nostre tre squadre. Stasera hanno traferito lo stesso clima in un ristorante con una bella cenetta a base di pesce. ....  Proprio un bel gruppo; ed il torneo di Pacè fà bene anche a loro !   

Chi se lo è sentito raccontare per anni, il torneo aveva già una fama straordinaria.

Viverlo poi direttamente diventa una conferma ed una scoperta ancora più bella .... e manca ancora una giornata !!

Gianfranco.

PACE’, UNA STORIA INFINITA

Come raccontare il torneo di Pacè 2011? Questo mi domandavo già durante il viaggio di ritorno, e le frasi che disordinatamente si facevano strada fra i miei pensieri parlavano di sfortuna, di Dario partito già da Monza con un braccio ingessato, di Manuele e Francesco infortunati prima ancora che le partite cominciassero per davvero, privando le loro squadre di un contributo importante, di un bilancio vittorie sconfitte che sarebbe potuto risultare ben diverso con un pizzico di buona sorte in più, di malevoli divinità concentrate a giocarci brutti scherzi. Di un viaggio di ritorno, appunto, infinito, un pullman fermo sul ciglio dell’autostrada, un prato provvidenziale che accoglie i nostri ragazzi, una vipera, una vipera, no, è un orbettino, non vedi che ha la coda sottile, sì è un orbettino IO (ale) lo so, carro-attrezzi, mercedes france chissà se esiste davvero, il buzzer d’allarme del nostro arrancante mezzo di trasporto che diventa la colonna sonora del viaggio, attesa, ancora, infinita di un pullman sostitutivo partito dall’italia, scarica i bagagli, carica i bagagli, traforo del san gottardo chiuso, ma come ca..o è possibile che non lo sapessero, stanchezza, come faccio domani con il lavoro… , autogrill svizzero, 3,00 € un caffè, ventinove (29) ore di viaggio… Avrei potuto lamentarmi per righe, righe e righe.

La vita “normale” ha però le sue esigenze, il tempo manca, e solo dopo giorni provo a raccogliere le idee per trasformare in parole scritte i ricordi e le sensazioni, ed è tutt’altro quello che riemerge…

Eccitazione alla partenza, notte di chiasso, ma anche di sonno per molti, per me di sicuro, Parigi calda come mai, venditori di minuscole tour eiffel di ogni colore (le torri come i venditori) assediano i nostri ragazzi, la Senna, il fascino di ogni volta, Pacè, confusione per tutti, ma l’organizzazione ogni volta mi stupisce, tutto miracolosamente va a occupare la casella giusta, ragazzine vocianti corrono qua e là per vedere chi ospiteranno, un lampo malizioso negli occhi, a volte, fugace, di delusione.

Le partite, perché sono sempre tutti più grossi di noi?, no questa volta no, gli svizzeri son piccini, già, ma abbiamo perso lo stesso, ragazzi da Monza abbracciati a ragazzi da Cina, risate, scherzi, due tiri, fra una partita e l’altra e nell’attesa delle finali, ai campetti all’aperto, ci sono tutti, cinesi, spagnoli, lituani, l’Algeria, e le ragazze, tristezza di un attimo negli occhi di chi non ha giocato, subito cancellata dal sorriso di un amico, i genitori che trottano senza sosta da una palestra all’altra, ostriche, caffè dall’Italiana, ostriche, sigaretta, ostriche, partita, sigaretta, ostriche, Nicola selezionato dall’organizzazione per la gara di tiro, prima spaventato poi chiaramente orgoglioso, uno sfrenato danzante trenino che i nostri bellissimi in biancorossoblu fanno nascere e che trasforma degli ammorbanti balletti da nonsodove in una festa di tutti gli atleti presenti che dalle tribune si riversano a bordo campo, la gioia di una coppa e una medaglia al collo, neanche le olimpiadi…

E il viaggio di ritorno, infinito, sì, ma oggi, passata la stanchezza, sono felice di questo infinito, felice di aver passato tanto tempo, e tanto in più, con ormai vecchi amici, gigi in testa, e con nuovi finalmente meglio conosciuti, e rimane il rimpianto che l’infinito non sia diventato davvero tale. E quando, in questi giorni, ritrovandoci in palestra, mi accorgo che anche i “novellini”, nonostante tutto quanto ci è capitato, sorridono con gli occhi che brillano ritornando a quei pochi giorni, ho l’ennesima conferma della magia di Pacè, della magia di questo torneo, di questo viaggio, di questo stare insieme, grandi e piccoli, che lascia il segno. E allora anche la magia di questa Gerardiana, che da ventisette (27) anni “regala” a grandi e piccoli un’esperienza simile, che credo nessuno dimenticherà.

Pacè, una storia infinita.   

 
 


 
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